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Climatizzatori: 5 cose da sapere per scegliere il prodotto migliore

9d411f859ac687ce5fc017e48a90a7e8db2ff58e4f694192a5pimgpsh_thumbnail_win_distrI climatizzatori, in vista dell’arrivo della bella stagione, tornano ad essere l’oggetto più desiderato e necessario nelle case degli italiani.
L’estate è ormai alle porte e viste anche le temperature di quest’inverno non possiamo che aspettarci dei mesi afosi, dove il caldo la farà da padrone. Per combattere questo calore insopportabile la soluzione più adatta è quella di munire la propria abitazione di un climatizzatore (o condizionatore che dir si voglia).
L’acquisto di un climatizzatore può essere una buona soluzione. Ma i dubbi in merito possono essere molti. È meglio un climatizzatore portatile oppure uno fisso? Quali sono le caratteristiche tecniche del dispositivo da tenere in considerazione?


La scorsa settimana siamo stati impegnati alla Mostra Convegno Expocomfort, la più grande manifestazione dell’impiantistica civile e industriale della climatizzazione e del riscaldamento, e abbiamo potuto toccare con mano le novità del 2018 oltre a fare il punto sulle linee guida per scegliere i climatizzatori e per usarli al meglio risparmiando sulle bollette e cercando di incidere il meno possibile sull'ambiente.
Qui sotto trovate qualche suggerimento pratico su come scegliere il climatizzatore giusto e godervi l’estate al fresco.

Tipologia di climatizzatori

Attualmente, esistono sul mercato due tipologie di climatizzatori: i raffrescatori in senso stretto e le pompe di calore.
Le pompe di calore sono gli apparecchi in grado sia di riscaldare che di raffrescare mentre i raffrescatori in senso stretto sono capaci solo di raffreddare il locale in cui sono installati.
In generale, è consigliabile scegliere la pompa di calore quando il locale da climatizzare è sufficientemente piccolo (non superi quindi i 50 metri quadrati di ampiezza) ed è sempre meglio evitare di installare una pompa di calore in località caratterizzate da inverni molto rigidi, la cui sorgente fredda è costituita dall'aria.
In questi casi conviene sempre abbinare un impianto di riscaldamento a se stante con un raffrescatore in senso stretto.

Efficienza energetica dei climatizzatori

L’efficienza energetica dei climatizzatori viene misurata tramite l’etichetta energetica che indica il consumo elettrico dell’apparecchio.
L’etichetta energetica per i climatizzatori dell’aria per uso domestico è obbligatoria dal 2003 (direttiva 2002/31/CE) ed ha subito delle importanti modifiche a partire dal 1 gennaio 2013.
A partire da questa data, tutti i climatizzatori dell’aria collegati alla rete elettrica e dotati di una potenza nominale minore o uguale a 12 kW, devono avere l’etichetta energetica per ognuna delle tipologie esistenti, siano essi modelli portatili o fissi, monoblocco o split.
Non hanno l’obbligo di etichetta gli apparecchi alimentati da fonti di energia non elettriche e quelli che utilizzano un fluido termovettore (cioè il fluido che serve per trasferire il calore) diverso dall’aria.
In generale, ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde un maggiore consumo energetico e per questo è meglio scegliere un prodotto che abbia una classe alta di consumo energetico (per intenderci, dalla Classe A in su).
Le classi più alte solitamente hanno la tecnologia inverter, mentre spesso i climatizzatori con tecnologia on-off non vanno al di sopra della classe C.
A tal proposito occorre fare la distinzione tra queste due famiglie: i climatizzatori d'aria on-off e quelli ad inverter. La tecnologia dei primi è molto semplice ed è meno costosa, ma ha un consumo elevato, perché il compressore, appena viene acceso l'apparecchio, va subito alla massima potenza e vi resta per poi fermarsi quando è stata raggiunta la temperatura impostata. Al contrario, i climatizzatori ad inverter sono dotati di una tecnologia definita "modulante" che utilizza solo la potenza necessaria per raggiungere il valore di temperatura impostato.

La capacità di raffreddamento

La capacità di raffreddamento dei climatizzatori viene solitamente indicata usando l’unità di misura delle BTU.
Le BTU sono un’unità di misura inglese che significa British Thermal Unit ed è utilizzato correntemente al posto dei Watt: una BTU è definita dalla quantità di calore necessaria per alzare la temperatura di 454 grammi di acqua da 60 a 61 gradi Fahrenheit.
Le BTU/h sono solitamente utilizzate nella definizione del potere refrigerante dei sistemi di condizionamento degli ambienti come anche del potere calorifico dei combustibili.
Per capire quale sia la potenza giusta per la propria abitazione o per alcune stanze di esse, è molto importante considerare l’ampiezza dello spazio che si vuole climatizzare e la sua esposizione solare.
Per capire quale sia la macchina più adatta al vostro ambiente, seguite le seguenti indicazioni:

  • 7000 BTU ideale per ambienti fino a 15 mq
  • 9000 BTU ideale per ambienti fino a 25 mq
  • 15000 BTU ideale per ambienti fino a 50 mq
  • 21000 BTU ideale per ambienti fino a 80 mq

La possibilità di comandarli da remoto

I climatizzatori, specie quelli di ultima generazione, posseggono quasi tutti un comando remoto che ne consente l’accensione e la modulazione.
I termostati consentono di programmare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio anche in orari in cui non si è in casa: questa caratteristica permette di controllare l’apparecchio per poter efficientare al meglio i consumi ed evitare inutili sprechi.

climatizzatore-comando-remoto

La tipologia di installazione

Esistono attualmente due tipologie di installazione per i climatizzatori: quelli mobili (o portatili) e quelli fissi.
I climatizzatori portatili costano più di quelli fissi ma non hanno bisogno di essere installati a parete da un tecnico o da personale specializzato. Il loro utilizzo, però, richiede un maggiore dispendio energetico, perché per funzionare devono attingere l’aria calda dall’esterno del locale in cui sono posti per poterla trasformare in aria fredda interna.

Considerazioni finali

Va comunque tenuto a mente che non è consigliabile raffreddare troppo l’ambiente perché i forti sbalzi di temperatura non fanno bene alla salute.

È bene inoltre spegnere il climatizzatore della camera da letto prima di andare a dormire ed effettuare una corretta manutenzione dell’impianto lavando i filtri almeno una volta l’anno (possibilmente prima dell’inizio della stagione estiva in cui sono sottoposti ad uno sforzo maggiore).

Per quanto riguarda la temperatura, è sempre consigliato settare il climatizzatore con una temperatura interna non superiore a 5-7°C rispetto a quella esterna.
In ogni caso, è sempre bene chiudere la porta degli ambienti non utilizzati per evitare sprechi inutili di energia.

Se si sceglie di mettere uno split per ogni stanza è meglio scegliere un climatizzatore dual o trial piuttosto che installare più climatizzatori monosplit per ogni stanza: oltre a ridurre i consumi, installando una sola macchina esterna collegata a più split interni, potrete anche recuperare spazio nei vostri ambienti.